Nei primi mesi di vita, il sistema immunitario del neonato è ancora immaturo e meno capace di difendersi da germi e batteri. Per questo, ogni oggetto che entra in contatto con la sua bocca, come i succhietti, deve essere mantenuto pulito e sicuro.
Molti genitori si accorgono che, nonostante l’attenzione, i succhietti cadono a terra più spesso di quanto vorrebbero, finiscono in borse e tasche, o vengono toccati da mani non lavate. È in questi momenti che la sterilizzazione diventa un’abitudine preziosa per proteggere il bambino da possibili infezioni.
Sterilizzare non significa solo “lavare bene”: è un processo mirato a eliminare la maggior parte dei microrganismi potenzialmente dannosi, prevenendo irritazioni alla bocca, infezioni gastrointestinali o candidosi orale.
Ma come si fa a farlo nel modo giusto, senza danneggiare il succhietto e garantendo la massima sicurezza?
Perché la sterilizzazione dei succhietti è così importante?
I succhietti vengono a contatto diretto con le mucose della bocca del neonato, un ambiente caldo e umido che può favorire la proliferazione batterica. Quando cadono a terra o vengono manipolati, possono contaminarsi con germi presenti nell’ambiente domestico o esterno.
I rischi legati a una scarsa igiene del succhietto includono:
- mughetto orale (candidosi), causato da un fungo naturalmente presente ma che può crescere in eccesso in condizioni di scarsa igiene
- disturbi gastrointestinali, come diarrea o vomito, dovuti all’ingestione di batteri patogeni
- irritazioni o arrossamenti nella zona periorale
Secondo diversi pediatri, i primi sei mesi sono la fase più delicata: il bambino non ha ancora sviluppato difese immunitarie robuste, quindi sterilizzare quotidianamente i succhietti è fortemente raccomandato.
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5 consigli pratici per una sterilizzazione sicura ed efficace
1. Lavare sempre prima di sterilizzare
Prima di procedere alla sterilizzazione, i succhietti vanno lavati con acqua calda e un detergente delicato, risciacquandoli accuratamente. Questo passaggio rimuove residui visibili e sporco superficiale, migliorando l’efficacia della sterilizzazione.
2. Scegliere il metodo più adatto
Esistono diversi modi per sterilizzare:
- Bollitura in acqua per almeno 5 minuti
- Sterilizzazione a vapore tramite sterilizzatore elettrico o a microonde
- Utilizzo di soluzioni sterilizzanti a freddo, utili in viaggio o quando non si dispone di apparecchiature
Ogni metodo ha pro e contro: la bollitura è semplice ed economica, mentre il vapore è rapido e delicato sui materiali.
3. Rispettare i tempi e le istruzioni del produttore
Non tutti i succhietti sopportano le stesse temperature o cicli di sterilizzazione. È importante leggere sempre le indicazioni del produttore per evitare deformazioni, alterazioni della tettarella o riduzione della sicurezza del prodotto.
4. Sterilizzare con regolarità, non solo quando cade a terra
Un errore comune è sterilizzare il ciuccio solo dopo che è caduto. In realtà, andrebbe sterilizzato quotidianamente nei primi sei mesi e, successivamente, almeno due o tre volte a settimana, o comunque ogni volta che appare sporco.
5. Conservare in modo igienico dopo la sterilizzazione
Un succhietto sterilizzato va riposto in un contenitore pulito e chiuso, lontano da superfici contaminate. Evitare di tenerlo in tasca o appoggiato su tavoli non disinfettati: in pochi minuti può contaminarsi di nuovo.
Sterilizzare correttamente i succhietti è un gesto semplice ma fondamentale per proteggere il benessere del neonato. Farlo in modo regolare, con il metodo più adatto e seguendo le indicazioni del produttore, permette di ridurre il rischio di infezioni e irritazioni, garantendo al bambino un contatto sicuro e igienico.
La sterilizzazione non è un’ossessione, ma un atto di cura: un piccolo rituale quotidiano che contribuisce alla salute e alla serenità di tutta la famiglia.
I consigli degli esperti MAM
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