
Nei primi mesi di vita molti neonati trovano conforto quasi esclusivamente nel movimento.
Appena si fermano, piangono; quando vengono cullati, si rilassano.
È un comportamento comune, che può sorprendere per intensità e frequenza, soprattutto quando i genitori si accorgono di passare ore intere a dondolare o muoversi per la casa. In realtà, questo bisogno ha radici molto precise nello sviluppo sensoriale del neonato e non indica nulla di preoccupante.
Capire perché accade è il primo passo per affrontarlo con serenità, trovando strategie efficaci che rispettino il piccolo e allo stesso tempo non prosciughino le energie degli adulti. Una soluzione possibile, nelle routine quotidiane, può essere l’utilizzo mirato di supporti che riproducono movimenti familiari e sicuri, senza sostituirsi alla relazione ma accompagnandola.
Perché alcuni neonati richiedono così tanto movimento
Il movimento costante richiesto da molti neonati è una continuità naturale delle sensazioni provate nell’utero, dove oscillazioni, pressioni e vibrazioni erano costanti.
Nascere significa entrare in un ambiente diverso, più ampio e statico rispetto a quello intrauterino: per questo molti bambini ricercano condizioni simili, cercando nel dondolìo un riferimento conosciuto.
Il sistema vestibolare, responsabile dell’equilibrio e della percezione del movimento, nei primi mesi è in fase di maturazione e risponde in modo molto intenso agli stimoli ritmici e prevedibili, che spesso hanno un effetto calmante.
I segnali più tipici sono la richiesta continua di essere presi in braccio, il pianto quando ci si fermava dopo aver cullato, la difficoltà di addormentarsi in un ambiente immobile.
Molti genitori notano che il piccolo si tranquillizza camminando avanti e indietro, oppure con un movimento laterale dolce.
No, mamme e papà: non si tratta di capricci, termine che ci fa letteralmente orrore, e vostro figlio non è ”furbo” e non è ”viziato” come sostengono le nonne. Si tratta di un vero, fisiologico bisogno regolativo, spesso più marcato nei bambini più sensibili o in quelli che faticano a gestire i passaggi tra veglia e sonno.
Comunque comprendiamo che, dal punto di vista quotidiano, questo bisogno possa diventare impegnativo.
Quando il rituale del movimento diventa necessario più volte al giorno, la fatica aumenta e trovare un equilibrio sostenibile diventa fondamentale. Non esistono statistiche ufficiali, ma l’esperienza clinica e pediatrica concorda: una grande percentuale dei neonati vive questa fase per alcune settimane o mesi, con intensità variabile, ed è del tutto fisiologico. L’obiettivo non è eliminarla, ma accompagnarla in modo rispettoso e pratico.
5 consigli pratici per gestire un neonato che vuole essere cullato sempre
- È utile osservare quando il movimento funziona meglio: spesso non è la durata a fare la differenza, ma la regolarità del ritmo. Un dondolìo troppo energico può stimolare, mentre un’oscillazione lenta e prevedibile favorisce il rilassamento.
- Accogliere il bisogno, ma senza trasformarlo in un compito estenuante: quando possibile, alternatevi nei momenti più intensi, creando piccole finestre di respiro. Un bambino percepisce la calma dell’adulto e ne beneficia.
- Inserire il movimento nella routine può aiutare: un breve dondolìo dopo la poppata, o prima di un riposino, crea continuità e riduce lo stress sia del bambino sia del genitore. Le transizioni diventano più dolci.
- Creare un ambiente di supporto: luci soffuse, tessuti morbidi, contatto visivo e presenza calma amplificano l’effetto del movimento e insegnano al neonato che può trovare conforto anche oltre il dondolio.
- Considerare la posizione: alcuni neonati rispondono meglio al dondolio verticale (avanti e indietro), altri a quello laterale. Sperimentare con delicatezza aiuta a capire quale stimolo regola maggiormente il piccolo.
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Joie whimsy™ altalena e sdraietta: come può aiutare un neonato che cerca sempre movimento
Nel quotidiano di una famiglia, avere un supporto sicuro che riproduca un dondolio fluido può alleggerire la gestione senza interferire con la relazione genitore-bambino. Joie whimsy™, secondo le caratteristiche ufficiali, offre un movimento naturale senza componenti elettroniche: si carica manualmente e continua a dondolare fino a 50 minuti, permettendo al piccolo di ritrovare un ritmo costante e rassicurante. La seduta può essere usata come altalena o trasformata in sdraietta portatile, utile quando ci si sposta da una stanza all’altra. Le 3 reclinazioni, le 3 velocità di dondolio e la possibilità di ruotare la seduta di 90° permettono di adattare il movimento all’umore del bambino, alternando oscillazioni avanti-indietro e laterali, spesso molto efficaci nei neonati che cercano il conforto tipico delle braccia. I tessuti organici traspiranti, la rete che favorisce il flusso d’aria, la cintura a 5 punti e il design aperto che facilita l’accesso completano una soluzione pratica e adatta ai primi mesi, sempre nel rispetto della sicurezza.


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