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Coccole…

Per ogni neonato, il contatto fisico rappresenta un bisogno fondamentale e vitale, senza il quale egli non avrebbe la possibilità di sopravvivere, il contatto è una delle esperienze basilari del Sé: attraverso il contatto di pelle, sguardi, suoni, odori, emozioni e immaginazioni il nostro bambino inizia a sentire il mondo circostante.

Il contatto fisico dei genitori dà rassicurazione, protezione e consola il proprio figlio nei suoi momenti di forte disagio, inoltre caratterizza ogni incontro con tenerezza, dolcezza e premura, dandogli un significato profondo perché è anche attraverso di esso che i genitori comunicano ed esprimono al proprio figlio l’amore per lui.

Ma oltre a questi aspetti evidenti, è importante sapere che il legame di attaccamento tra genitori e figlio ha origine proprio dal contatto fisico tra di loro: in questa relazione il bambino vive delle forti sensazioni corporee, che successivamente si trasformeranno in emozioni e pensieri, che gli permetteranno in seguito di interiorizzare la sua figura d’attaccamento.
Solitamente, i bambini molto piccoli hanno una forte sensibilità cutanea e corporea, che spesso li porta ad intristirsi quando ricevono coccole affrettate e distanti o, al contrario, ad essere sovraeccitati, ed anche un po’ agitati, dal contatto fisico con mamma e papà troppo intenso e ripetuto, perché è come se non riuscissero ancora a ricevere tutti insieme quegli stimoli.
Nel rapporto con il proprio bambino è quindi molto importante riuscire a vivere il contatto fisico non solo come un suo bisogno primario, ma anche come un desiderio condiviso da parte di entrambi così da riuscire a sintonizzarsi con i suoi e con i propri bisogni.

Così come abbiamo già avuto modo di dire rispetto all’allattamento, il soddisfacimento di questi bisogni primari del bambino che apparentemente ci pare fine a se stesso, in realtà ripetuto in modo positivo è la prima base su cui si svilupperà il suo Sé in modo armonico e sicuro perseguendo una buona scurezza in se stesso e un’altrettanto buona fiducia nell’altro.

Ecco perché COCCOLE…mai abbastanza!