Scritto da Redazione ( 348 articoli ) 26 gennaio 2012 0 Commenti
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Cinque mesi fa, esattamente il 30 agosto, quando nacque, la piccola Melinda Star Guido pesava appena 270 grammi. Stava su un palmo di una mano. Ora la bambina è tornata a casa.

Pochi casi al mondo, tre in tutto, arrivano ad un lieto fine quando il piccolo nasce con un peso così ridotto, Melinda è la seconda nata negli USA.

La bimba, che ha trascorso questo periodo nell’incubatrice, è in buona salute pesa adesso poco più di due chilogrammi e continua a usare un respiratore ad ossigeno, per precauzione.

Ma i medici sono ottimisti, anche se dicono che è ancora troppo presto per sapere se ci saranno problemi nello sviluppo. Da un punto di vista fisico, la bimba ha superato i test all’udito e alla vista, dove aveva dovuto subire un piccolo intervento correttivo, e l’ECG ha dato risultati nella norma.

Il dottor Rangasamy Ramanathan che sovrintende il reparto dei nati prematuri all’USC Medical Center, è cautamente ottimista, “è ancora troppo presto per sapere se ci saranno problemi nello sviluppo”.

Il problema delle nascite pretermine, ossia prima della 37/a settimana di gestazione, sta diventando in questi ultimi anni molto comune.

Le cause sono molteplici: patologie del feto o della madre, la fecondazione assistita, una sbagliata organizzazione assistenziale, le malattie sessualmente trasmesse, eccetera.

Nel mondo ci sono quattro milioni di decessi correlati alla prematurità. In Italia la mortalità nel primo anno di vita è pari al 3,7%, di cui il 71,2% nel primo mese. Molti dei bambini nati prematuri che sopravvivono si trovano, inoltre, a dover vivere con disabilità più o meno gravi per il resto della vita.

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